lunedì 17 ottobre 2011

What you talkin about, Willis?

Quando mi chiedono cosa faccio per vivere, ho sempre una certa difficoltà a trovare una definizione efficace. Tralasciando le attività legate alla divulgazione, sono partito nel 98 come grafico, sono diventato un webdesigner, poi web programmer ed occasionalmente project manager. Ma la reazione dei miei interlocutori quando cerco di spiegare di cosa mi occupo è quasi sempre perplessa. Inizialmente, pensavo dipendesse dalla troppa carne al fuoco. Per cui ho cominciato a delimitare il campo: alla fatidica domanda tralascio le sfumature e sparo un bel "programmatore". Ma anche così non basta. Gli sguardi restano vacui, le espressioni facciali perplesse e i commenti del tutto fuori strada. Si passa dalla confusione al puro fraintendimento. Nel primo caso proprio non capiscono cosa faccio per vivere. Nel secondo caso si scatenano con richieste assurde: 

Interlocutore tipo - "Programmatore? Bene! Ho la ventola del computer che fa uno strano rumore, secondo te da cosa dipende?"

Io - E che ne so? Mica mi occupo di hardware!

Interlocutore tipo – Ma non avevi detto di lavorare con i computer?

Io – Non ho detto di assemblare o aggiustare computer.

Interlocutore tipo (con la faccia furba di chi ha smascherato un’impostore) – aaah, ho caaaapito.
Fortunatamente (?) sono in buona compagnia. Mi sa che finirò per copiare la risposta di napolux.

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