Da questo momento non ci saranno altri articoli. Il blog riaprirà un'ultima volta solo per comunicare il mio nuovo indirizzo. Lavoro permettendo, spero di riuscire ad avviare il nuovo "giocattolo" entro qualche mese. I quattro gatti che passavano da queste parti sono avvertiti.
mercoledì 29 febbraio 2012
lunedì 6 febbraio 2012
Coccodrilli
Quando qualche anno fa ho aperto questo blog tematico, mi sono ripromesso di escludere due argomenti: le questioni personali slegate dal lavoro e la politica. Sul primo argomento sono riuscito (dopo qualche passo falso) a mantenere la promessa. Per quanto riguarda invece il secondo argomento, infrangerò eccezionalmente la regola.
Piccola premessa, io sono un consulente dotato di partita iva. Non demonizzo ragionamenti nei quali si stigmatizzi la flessibilità come valore o male necessario. E nemmeno pretendo di imporre contratti a tempo indeterminato in tutte le realtà lavorative di questo mondo. Ma queste persone, prima di spiegarci la necessità di vivere una vita spericolata (per nulla monotona), non dovrebbero guardare un attimo in casa propria? Il link seguente racconta qualche retroscena interessante sulla figlia del Ministro Fornero:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/posto-fisso-monti-monotono-figlia-ministro-fornero/189284/
Piccola premessa, io sono un consulente dotato di partita iva. Non demonizzo ragionamenti nei quali si stigmatizzi la flessibilità come valore o male necessario. E nemmeno pretendo di imporre contratti a tempo indeterminato in tutte le realtà lavorative di questo mondo. Ma queste persone, prima di spiegarci la necessità di vivere una vita spericolata (per nulla monotona), non dovrebbero guardare un attimo in casa propria? Il link seguente racconta qualche retroscena interessante sulla figlia del Ministro Fornero:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/posto-fisso-monti-monotono-figlia-ministro-fornero/189284/
martedì 17 gennaio 2012
Wordpress
Il primo cms che ho usato è stato Drupal, successivamente ho avuto modo di conoscere e approfondire Joomla. Ad essere sincero, inizialmente ero piuttosto diffidente in materia di cms.
Li vedevo come strumenti impersonali, molto limitati e quindi parecchie spanne sotto i siti fatti alla vecchia maniera.
Tuttavia, quando per seguire alla lettera le indicazioni della legge Stanca, implementai qualche anno fa un miniportale da zero, rimpiansi la velocità e la produttività che solo un buon cms è in grado di offrire. In altre parole, mi resi conto di sbagliare approccio.
Questa estate ho messo in cantiere la possibilità di creare nei ritagli di tempo un blog su un dominio dedicato, e mi sono ritrovato a commettere un errore molto simile. In base ad un ragionamento legato alla potenza dello strumento, tutte le piattaforme mi andavano bene tranne quella Wordpress. Se Drupal e Joomla mi sono sempre sembrati cms più potenti - mi dicevo, perché perdere tempo con Wordpress? Fortunatamente, parlando con qualche amico e facendo qualche test, ho avuto modo di cambiare idea.
Tutti i cms possono essere "indirizzati" ad un uso diverso da quello abituale, ad esempio si può usare Wordpress per realizzare un portale, oppure Joomla per creare un blog. Ma quando si sceglie di non usare uno strumento per il compito nel quale è specializzato, si rischia di perdere tempo prezioso. Funzionalità che normalmente si aggiungono con pochissimo sforzo, non sono altrettanto immediate da implementare: ci sono meno persone che hanno le nostre stesse esigenze alle quali chiedere, meno componenti mirati allo scopo, meno materiale documentato da consultare, e così via. Morale della favola, continuo pensare che Wordpress non sia il cms più potente in circolazione, ma è indubbiamente il più adatto in materia di blog.
Li vedevo come strumenti impersonali, molto limitati e quindi parecchie spanne sotto i siti fatti alla vecchia maniera.
Tuttavia, quando per seguire alla lettera le indicazioni della legge Stanca, implementai qualche anno fa un miniportale da zero, rimpiansi la velocità e la produttività che solo un buon cms è in grado di offrire. In altre parole, mi resi conto di sbagliare approccio.
Questa estate ho messo in cantiere la possibilità di creare nei ritagli di tempo un blog su un dominio dedicato, e mi sono ritrovato a commettere un errore molto simile. In base ad un ragionamento legato alla potenza dello strumento, tutte le piattaforme mi andavano bene tranne quella Wordpress. Se Drupal e Joomla mi sono sempre sembrati cms più potenti - mi dicevo, perché perdere tempo con Wordpress? Fortunatamente, parlando con qualche amico e facendo qualche test, ho avuto modo di cambiare idea.
Tutti i cms possono essere "indirizzati" ad un uso diverso da quello abituale, ad esempio si può usare Wordpress per realizzare un portale, oppure Joomla per creare un blog. Ma quando si sceglie di non usare uno strumento per il compito nel quale è specializzato, si rischia di perdere tempo prezioso. Funzionalità che normalmente si aggiungono con pochissimo sforzo, non sono altrettanto immediate da implementare: ci sono meno persone che hanno le nostre stesse esigenze alle quali chiedere, meno componenti mirati allo scopo, meno materiale documentato da consultare, e così via. Morale della favola, continuo pensare che Wordpress non sia il cms più potente in circolazione, ma è indubbiamente il più adatto in materia di blog.
sabato 24 dicembre 2011
martedì 20 dicembre 2011
Risparmiare risorse
Ho una mezza idea su un action game 2d che da tempo mi frulla per la testa. Il mio dubbio iniziale era: disegnare i personaggi in flash, oppure con un programma bitmap?
Teoricamente, quando ci sono molte linee vettoriali complesse e si sfruttano al massimo eventi ricorsivi, Flash si affatica maggiormente. Dopo aver spulciato il mio archivio, sono riuscito a trovare questo un vecchio esempio basato sui drawing methods.
Teoricamente, quando ci sono molte linee vettoriali complesse e si sfruttano al massimo eventi ricorsivi, Flash si affatica maggiormente. Dopo aver spulciato il mio archivio, sono riuscito a trovare questo un vecchio esempio basato sui drawing methods.
stage.frameRate=120;
var campo:TextField=new TextField();
var clip:MovieClip=new MovieClip();
for(var i:int=0; i<2500; i++){
clip.graphics.lineStyle(1, Math.random()*20+1);
clip.graphics.moveTo(Math.random()*200+1, Math.random()*200+1);
clip.graphics.lineTo(Math.random()*200+1, Math.random()*200+1);
}
campo.x=420;
campo.y=350;
campo.width=80;
campo.height=20;
campo.border=true;
campo.type=TextFieldType.DYNAMIC;
campo.text="vettoriale";
stage.addChild(clip);
stage.addChild(campo);
function rand(e:Event):void{
clip.x= Math.random()*100;
clip.y= Math.random()*100;
}
function bit(e:MouseEvent):void{
clip.cacheAsBitmap=!clip.cacheAsBitmap;
if(clip.cacheAsBitmap){campo.text="bitmap";}
else{campo.text="vettoriale";}
}
stage.addEventListener(Event.ENTER_FRAME,rand);
stage.addEventListener(MouseEvent.CLICK,bit);
var campo:TextField=new TextField();
var clip:MovieClip=new MovieClip();
for(var i:int=0; i<2500; i++){
clip.graphics.lineStyle(1, Math.random()*20+1);
clip.graphics.moveTo(Math.random()*200+1, Math.random()*200+1);
clip.graphics.lineTo(Math.random()*200+1, Math.random()*200+1);
}
campo.x=420;
campo.y=350;
campo.width=80;
campo.height=20;
campo.border=true;
campo.type=TextFieldType.DYNAMIC;
campo.text="vettoriale";
stage.addChild(clip);
stage.addChild(campo);
function rand(e:Event):void{
clip.x= Math.random()*100;
clip.y= Math.random()*100;
}
function bit(e:MouseEvent):void{
clip.cacheAsBitmap=!clip.cacheAsBitmap;
if(clip.cacheAsBitmap){campo.text="bitmap";}
else{campo.text="vettoriale";}
}
stage.addEventListener(Event.ENTER_FRAME,rand);
stage.addEventListener(MouseEvent.CLICK,bit);
Copiando questo codice nel primo fotogramma di un filmato Flash, viene creato un rettangolo di 200 px per 200, composto da 2500 linee vettoriali. Un evento enterFrame impostato su 120 fps muove casualmente il clip sulle coordinate x e y. Ad ogni clic si imposta l'oggetto di visualizzazione alternativamente da vettore ad una rappresentazione bitmap. E la differenza si vede. Quando cacheAsBitmap vale true, il clip si muove molto più velocemente: in altre parole, Flash fa meno fatica a muovere la figura bitmap.
Chiaramente, questo è un esempio "estremo". Un pupazzetto colorato che corre e salta, per quanto lavorato e definito, non è certo pesante come il mostro di linee vettoriali creato con lo script. E probabilmente, le performance messe a disposizioni oggi, non sono paragonabili a quelle di qualche anno fa. Ciò nonostante, la prudenza non è mai troppa. Avendo in mente di usare molti gradienti, e anche grazie ai suggerimenti raccolti da chi ne sa più di me, credo proprio che opterò per le bitmap, con tutte le scocciature che questa scelta comporterà.
Chiaramente, questo è un esempio "estremo". Un pupazzetto colorato che corre e salta, per quanto lavorato e definito, non è certo pesante come il mostro di linee vettoriali creato con lo script. E probabilmente, le performance messe a disposizioni oggi, non sono paragonabili a quelle di qualche anno fa. Ciò nonostante, la prudenza non è mai troppa. Avendo in mente di usare molti gradienti, e anche grazie ai suggerimenti raccolti da chi ne sa più di me, credo proprio che opterò per le bitmap, con tutte le scocciature che questa scelta comporterà.
domenica 18 dicembre 2011
Freestyle
Ho passato l’ennesima notte insonne per risolvere un problema inspiegabile. E’ possibile spulciare decine di guide ufficiali, studiare a fondo tutte le regole di uno o più linguaggi, ma alla fine ci sarà sempre un comportamento imprevisto o semplicemente un caso non contemplato a stravolgere la tua tabella di marcia. E alla fine devi esser tu sviluppatore, a doverti inventare qualcosa per salvare capra e cavoli: ricorrendo a sporchi trucchi non convenzionali o addirittura inventando nuove regole destinate a definire l’eccezione. Lo dicevo anni fa e oggi ne sono ancora più convinto: l'informatica è una scienza empirica.
giovedì 8 dicembre 2011
Dalla Cina con furore
Apple non può chiamare "iPad" l'iPad in Cina (oppure deve pagare 1,6 miliardi)
Incredibile avventura cinese per la Apple. Che stando a quanto deciso in questi giorni da un tribunale cinese dovrà cambiare il nome "iPad" al proprio tablet per venderlo in Cina oppure pagare all’azienda Proview International 1,6 miliardi di dollari per ottenere il diritto di utilizzo del nome. Al possibile danno economico e alla sicura beffa se ne aggiunge un'altra: tutta la questione nasce da una causa mossa da Cupertino stessa quest'anno contro la compagnia cinese per il supposto utilizzo illegale del nome sotto copyright. Il tribunale popolare di Shenzen non solo ha rigettato la richiesta della Mela, ma di fatto avrebbe invitato la multinazionale americana a comprare il diritto d’utilizzo del nome per il suolo cinese.
La questione nasce nel 2000, quando la branca della Proview situata a Taipei aveva registrato il nome "iPad" per quanto riguarda l’Europa. L’anno successivo, come racconta il sito cinese Southern Metropolis Daily ripreso poi da vari siti internaizonli, era stata la volta di Proview Shenzen a registrare il nome per quanto riguarda la Cina. Si arriva quindi nel 2009, un anno prima del lancio mondiale dell’iPad da parte di Apple, quando l’azienda di Cupertino comprò per circa 55 mila euro il diritto d’utilizzo per i Paesi europei del nome dalla società di Taipei (il diritto per gli Stati Uniti, dopo dura attaglia, era stato invece comprato dalla giapponese Fujitsu), di fatto non assicurandosi – a quanto ribadisce il tribunale cinese – la possibilità di chiamare "iPad" il proprio tablet nel territorio cinese. Perché il marchio in quel caso era registrato dalla Proview di Shenzen. Che, sull'orlo della bancarotta e sotto gestione straordinaria, questo ottobre ha pensato bene di provare a ripianare i propri debiti proprio attraverso la richiesta di danni ad Apple stessa presentando a sua volta una denuncia di violazione del copyright.
Incredibile avventura cinese per la Apple. Che stando a quanto deciso in questi giorni da un tribunale cinese dovrà cambiare il nome "iPad" al proprio tablet per venderlo in Cina oppure pagare all’azienda Proview International 1,6 miliardi di dollari per ottenere il diritto di utilizzo del nome. Al possibile danno economico e alla sicura beffa se ne aggiunge un'altra: tutta la questione nasce da una causa mossa da Cupertino stessa quest'anno contro la compagnia cinese per il supposto utilizzo illegale del nome sotto copyright. Il tribunale popolare di Shenzen non solo ha rigettato la richiesta della Mela, ma di fatto avrebbe invitato la multinazionale americana a comprare il diritto d’utilizzo del nome per il suolo cinese.
La questione nasce nel 2000, quando la branca della Proview situata a Taipei aveva registrato il nome "iPad" per quanto riguarda l’Europa. L’anno successivo, come racconta il sito cinese Southern Metropolis Daily ripreso poi da vari siti internaizonli, era stata la volta di Proview Shenzen a registrare il nome per quanto riguarda la Cina. Si arriva quindi nel 2009, un anno prima del lancio mondiale dell’iPad da parte di Apple, quando l’azienda di Cupertino comprò per circa 55 mila euro il diritto d’utilizzo per i Paesi europei del nome dalla società di Taipei (il diritto per gli Stati Uniti, dopo dura attaglia, era stato invece comprato dalla giapponese Fujitsu), di fatto non assicurandosi – a quanto ribadisce il tribunale cinese – la possibilità di chiamare "iPad" il proprio tablet nel territorio cinese. Perché il marchio in quel caso era registrato dalla Proview di Shenzen. Che, sull'orlo della bancarotta e sotto gestione straordinaria, questo ottobre ha pensato bene di provare a ripianare i propri debiti proprio attraverso la richiesta di danni ad Apple stessa presentando a sua volta una denuncia di violazione del copyright.
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